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PUA III San GiovanniSi legge con facilità, il libricino di presentazione del "Parco Commerciale Parma". Una ventina scarsa di paginette che gironzolano negli uffici di alcune delle principali aziende dall'inizio di questo tribolato 2014.
L'oggetto della proposta di vendita è il famigerato Pua San Giovanni ( LEGGI ), quell'area urbanistica pensata e classificata come deputata a centro direzionale, artigianale e di intermediazioni connesse. Un'area che però già in passato qualcuno aveva cercato di vendere come parco commerciale, come testimonia un indimenticabile servizio di Marco Severo, allora giornalista di Repubblica Parma ( GUARDA ).
Oggi la situazione pare riproporsi intorsa, e con le medesime caratteristiche. Semmai, a ben guardare, con alcune aggravanti non di scarsa rilevanza.
La prima è che sulla copertina del libretto di proposta della vendita c'è la scritta "Provincia di Parma", e viene da chiedersi se Vincenzo Bernazzoli e soci siano protagonisti di "rassicurazioni" o provvedimenti legislativi di cui i cittadini siano stati tenuti all'oscuro.

 

PUA San Giovanni, il Lotto B. Lo spazio indicato come "5" viene dato come assegnato al BricoC'è da dire che l'imminente chiusura dell'Istituzione di piazza della Pace fa sospettare fortemente che la riposta sia negativa.
La seconda è che sempre sulla copertina capeggia la scritta "Comune di Parma", e anche qui viene da chiedersi se Federico Pizzarotti e Michele Alinovi abbiano provveduto ad assicurare varianti urbanistiche o di destinazione d'uso all'ignoto venditore, rendendosi artefici dell'apertura dell'ennesimo centro commerciale in città. Qui i dubbi sono molti, molti di più. Non solo per l'affido all'ex assessore della giunta Vignali Giorgio Aiello di taluni servizi d'ambito comunale, quanto per una sibillina frase con cui si chiude la pagina contrassegnata come "1" nel libricino: "a seguito dei recenti accordi – recita testualmente – e dell'avvio della proceduta amministrativa condivisa per il rilascio delle autorizzazioni commerciali, si sta dando corso all'appalto delle opere di completamento del Retail Park, la cui apertura è prevista per l'autunno 2014". Ad onor del vero si andrebbe incontro ad un'incongruenza politica notevole e forse anche ad un danno erariale, se si considera la delibera di Giunta GC-2014-138 del 7 maggio di quest'anno, con la quale ( tutti presenti eccetto la Ferraris ) si decideva la costituzione in giudizio di fronte al Tar nella diatriba che vede contrapposti Arco Immobiliare e Comune di Parma. In altre parole, perché spendere soldi di avvocati se si ha raggiunto un accordo? L'ipotesi contraria, ovviamente, è che qualcuno stia agendo unilateralmente. Un'ulteriore via è che qualcuno stia procedendo sulla base di rassicurazioni avute in seno a colloqui riservati, alla faccia dello streaming.
La terza aggravante riguarda i soggetti coinvolti, nello specifico Immobiliare Parma 2010 e Brico, che viene da chiedersi se siano consapevoli di quanto sta accadendo. Nel primo caso se la società sia consapevole di quanto sta facendo il "venditore X" e nel secondo caso se l'azienda italiana operante nella grande distribuzione di materiali per edilizia, bricolage e quant'altro sappia di essere inserita in un contesto quale il Pua San Giovanni.
Insomma, un quadro con ampi coni d'ombra, che siamo certi chiamerà ciascuno ad assumersi delle responsabilità pubbliche per i propri comportamenti. Che sia il venditore "Mister X" o la politica cittadina, questo resta ovviamente da vedere. Certo, se il venditore avesse agito sulla base di rassicurazioni che rendono vera l'ipotesi di un'inaugurazione nei prossimi mesi, si evidenzierebbe una ipotizzata liaison culturale, economica e politica che lega sempre più tenacemente i lati oscuri dell'ammistrazione Vignali con quella Pizzarotti.
Sui motivi per cui Michele Alinovi sia eventualmente "recettivo" rispetto a questo tipo di dinamiche ognuno può formarsi una propria opinione. Ma qualche carta in mano già c'è, e quello che se ne desume è tutt'altro che edificamente.
Viene da chiedersi anche, congiunturalmente, quale sia la posizione non solo dei soggetti direttamente ma anche indirettamente interessati da questo mega parco commerciale a Cinque Stelle, e cioè le associazioni di categoria, Beppe Grillo ( da sempre non incline ai Centri Commerciali), i singoli commercianti del centro, e via via fino alle altre forze politiche, in passato intensamente critiche verso le cementificazioni pentastellate. Uno stagno torbido, in cui qualcuno sta agendo coscientemente in palese violazione della legge.
Il primo articolo sul Pua San Giovanni è stato scritto nel 36imo anniversario dell'assassinio di Peppino Impastato, giornalista, attivista, comunista. Questo invece viene pubblicato mentre ricorre il 22imo anniversario della strage di via d'Amelio: morì un tizio che aveva saputo mettere in correlazione mafia, politica e mondo degli affari. E con lui coloro che lo proteggevano. Anche questo articolo, come il precedente, viene pubblicato con una tempistica NON casuale.

 

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