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Hisam Jabil foto rubricaIl partito Baʿth, di ispirazione laica e inizialmente legato al socialismo arabo e al panarabismo, fin dalla sua fondazione negli anni quaranta ha evidenziato la sua caratteristica interconfessionale essendo i suoi tre ideatori un cristiano, un alawita e un sunnita. Il Baʿth in Siria assunse un ruolo di primo piano a seguito del disfacimento della Repubblica Araba Unita (RAU) nel 1961 e il successivo caos politico. Una serie di colpi di stato militari, durante i quali, nel 1962, venne introdotto lo stato di emergenza che di fatto sospende la maggior parte dei diritti costituzionali dei cittadini, definisce la nuova classe dirigente siriana. L'8 marzo 1963 un nuovo colpo di stato porta al governo il partito attraverso il "Comando Rivoluzionario del Consiglio Nazionale", composto da ufficiali dell'esercito e funzionari civili. Ḥāfiẓ al-Asad, ha l'opportunità di esercitare una grossa pressione sul governo nel 1966, quando un nuovo golpe permette al Partito Baʿth di eliminare tutti gli altri partiti politici e Hafiz diventa ministro della Difesa.
A seguito dell'indebolimento del governo dopo la guerra dei sei giorni con Israele e dei dissidi interni al partito, il 13 novembre 1970 Ḥāfiẓ al-Asad conquista la guida del partito e la presidenza della repubblica. La Siria visse un periodo di stabilità con un sistema di governo verticistico, monopartitico e repressivo Assad, in maniera simile agli altri leader arabi sviluppa anche un forte culto della personalità. La stabilità della nazione, garantita anche dall'appoggio dell'URSS, permette importanti riforme infrastrutturali, mentre la laicità garantita dal partito garantisce una forte tutela alle numerose minoranze religiose presenti in Siria. La minoranza alawita di cui Assad fa parte riceve però i vantaggi maggiori, garantendosi i posti più importanti nell'amministrazione pubblica e nei gradi delle forze armate.

Nel 1982 Ḥāfiẓ al-Asad deve affrontare una grave insurrezione di matrice islamica, guidata dalla locale branca dei Fratelli Musulmani che porta all'assedio della città di Hama e alla dura repressione degli insorti per mezzo dell'esercito e dell'aviazione.

La stima dei morti varia, da una cifra minima del New York Times di almeno 10.000 cittadini siriani uccisi ai 40.000 stimati dal Comitato siriano per i diritti umani di cui 1000 soldati.
Gli anni '90 portano ad un avvicinamento della Siria all'Occidente a seguito del sostegno all'Operazione Desert Storm contro l'Iraq di Saddam Hussein e al tentativo di siglare un accordo di pace con Israele.
Nel 1999, alla notizia della designazione come successore alla presidenza del figlio Baššār al-Asad, scoppiano delle violente proteste a Lattakia tra la polizia e i seguaci di Rifāʿat al-Asad, fratello di Ḥāfiẓ che sperava di succederlo alla presidenza. Ḥāfiẓ al-Asad, gravemente malato di cuore, muore un anno dopo, il 10 giugno 2000. Come programmato, gli succede Baššār al-Asad, anche grazie a un rapido emendamento costituzionale che permette di abbassare da 40 a 34 anni l'età minima per essere eletti presidente. Viene eletto col 99,7% dei voti.
Il nuovo presidente Baššār al-Asad, figlio di Ḥāfiẓ e salito alla presidenza repubblicana nel 2000, tra le prime questione politiche si trova ad affrontare la questione dell'indipendentismo curdo. Infatti nel 2004 scoppiano una serie di rivolte nel nord della Siria.
La più grave nella cittadina di Kamichlié ( Rojava ), quando durante una partita di calcio, alcune persone cominciano a sventolare bandiere curde. La violenta reazione della polizia causa almeno 30 morti e la protesta dilaga in molti altri centri sfociando in scontri anche con la comunità araba. Baššār non modifica la rigida struttura di controllo della popolazione, la censura della stampa libera e continua a non permettere la formazione di partiti politici di opposizione. Inoltre si incrinarono i rapporti con l'Occidente a seguito dell'appoggio a Saddam Hussein durante la guerra all'Iraq del 2003, l'appoggio a movimenti consideratiorganizzazioni terroristiche secondo l'Unione europea come Hezbollah e Hamas e il coinvolgimento nell'assassinio dell'ex-Primo Ministro libanese Rafīq Ḥarīrī.
Baššār al-Asad dichiarò che il suo Stato era immune dalle proteste di massa che si stavano manifestando in Egitto.Buthayna Sha'bān, un consigliere presidenziale, diede la colpa agli ambienti clericali sunniti e alle loro prediche che incitavano alla rivolta, così come aveva fatto lo "shaykh informatico" egiziano (ma residente in Qatar) Yusuf al-Qaradawi in un suo sermone da Doha il 25 marzo 2011. Secondo il The New York Times il governo siriano ha chiamato solamente le unità dei servizi segreti in mano agli alauiti per reprimere la rivolta, ciò poiché secondo alcuni il fratello minore del presidente, Maher al-Assad, comanda la IV Divisione mentre il cognato, Assef Shawkat, era Capo di Stato Maggiore delle forze armate siriane.

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