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Ex Salvarani progetto CommissioneEra ovvio che sarebbe successo, lo stupore lo lasciamo volentieri ai lettori di altre testate. Il cantiere del Mall, il mega-centro commerciale di Pizzarotti Spa in costruzione nell’area Ex Salvarani, è stato bloccato per un motivo molto semplice: violava la legge.

A sostenerlo la Procura, non un piccolo giornale di provincia. Un terreno tanto vicino ad una zona di decollo e atterraggio di aerei è vincolato a precise disposizioni normative in materia di sicurezza, e qualcuno ha “finto” di non saperlo. Sulla base di questa “dimenticanza” sono state concesse autorizzazioni edificatorie assolutamente scellerate: ve lo immaginate cosa sarebbe accaduto se in uno spazio ad alta concentrazione di esseri umani (il più grosso centro commerciale in centinaia di km) un aereo fosse andato “lungo” in fase di decollo o atterraggio? Le norme di sicurezza sono state ideate partendo da questa ratio, mica per noia di vivere.
Michele Alinovi, assessore all’Urbanistica della giunta Pizzarotti, e due tecnici del Comune di Parma, sono oggetto dell’indagine della Procura della Repubblica per l’ipotesi di reato di abuso di ufficio.
Fa ridere, amaramente, pensare alle parole dei Consiglieri dell’allora opposizione che avvisavano, anche in questo caso, di quanto sarebbe accaduto. Michele Alinovi propinò allora la pappetta del “tutti i contratti sono firmati”, “non possiamo esimerci”, “saniamo dei vulnus del passato”, e vi assicuriamo che i virgolettati sono, più che dei modi di dire diffusi, praticamente il dichiarato allora.
E Pizzarotti (Spa) come ha reagito a questa vicenda? Appena ricevuto il placet del Comune ha cominciato a costruire a più non posso, quasi a dire “io faccio, poi una volta fatto voglio vedere chi me lo butta giù”. Non casualmente il Parma Urban District, società che si sta occupando dell’edificazione, sottolinea in una nota che per il centro commerciale “sono già state impiegate ed impegnate ingenti risorse economiche”.

PER APPROFONDIRE SULLE CONSEGUENZE LEGGI DEL DAY AFTER
Chiaramente la risposta della collettività non può che essere: “cavoli vostri, non ve l’ha mica ordinato il dottore di iniziare i lavori a dispetto di Enac!”.
Michele Alinovi al centro delle investigazioni della Procura di Parma: ora è decisamente candidabile alle prossime Regionali, non c’è che dire. E del resto, arrivando dalla giunta di un sindaco rinviato a giudizio in due processi e indagato per un terzo procedimento, ci sta.
Naturalmente la situazione ha determinato numerose reazioni politiche, che riportiamo integralmente.
PER APPROFONDIRE SULLA SCELLERATA VICENDA DEL MALL LEGGI E VAI A RITROSO NEI LINK

ZFoto volantino Sindaco Procuratore Capo 1DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI PARMA:
Nella mattinata odierna, in esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Parma in cui si ipotizza il reato di abuso di ufficio, Ufficiali di PG della Guardia di Finanza di Parma hanno sottoposto a vincolo cautelare l’area di cantiere, pari a circa 300.000 mq, del costruendo Centro Commerciale denominato “Parma Urban District” adiacente le Fiere nell’area Ex Salvarani.
Le indagini, disposte dalla Procura della Repubblica di Parma, hanno preso avvio da un esposto -presentato all’Autorità Giudiziaria da parte di un’associazione ambientalista- nel quale venivano ipotizzate criticità nell’iter amministrativo di rilascio dei permessi di costruzione.
Nel corso delle conseguenti investigazioni, delegate al Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Parma, è emerso che l’erigendo centro commerciale ricade pienamente in un’area, che sulla base di norme sia primarie (Codice della navigazione) che secondarie (Regolamento E.N.A.C. – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), deve ritenersi sottoposta a vincolo aereoportuale.
In particolare, proprio per la sua posizione a ridosso dell’aeroporto, al fine di minimizzare possibili rischi per la collettività in caso di incidenti aerei, in tale area non sarebbe stato possibile edificare strutture e/o edifici frequentati da un considerevole numero di fruitori (quali scuole, centri commerciali etc, aventi un elevato “carico antropico”).
Viceversa, non curando di aggiornare il piano di rischio aeroportuale in base all’ultima versione del regolamento che l’E.N.A.C. aveva emanato fin dal 2011, pur in presenza di tali limitazioni edificatorie, tra ottobre 2017 e gennaio 2018 l’ufficio preposto del Comune di Parma rilasciava permessi di costruzione, in forza dei quali la società costruttrice avviava l’attività edificatoria. Invero il citato Regolamento, emanato in attuazione di standard tecnici internazionali, estendeva l’ampiezza delle aree prossime agli aeroporti italiani, prevedendo esplicitamente -per chiari motivi di sicurezza- il divieto di edificare in dette aree manufatti (tra i quali, per l’appunto, i centri commerciali), con il conseguente obbligo di adeguamento del Piano di rischio.
E tuttavia, nonostante tale previsione, le strutture comunali preposte hanno rilasciato permessi di costruire basati su strumenti urbanistici superati, in violazione di una specifica norma posta a tutela dell’incolumità pubblica.
Per le su esposte ragioni, al fine di impedire che il reato potesse essere portato ad ulteriori conseguenze, la Procura della Repubblica di Parma ha richiesto ed ottenuto dal G.I.P. del locale Tribunale l’adozione di un provvedimento di sequestro preventivo dell’edificando centro commerciale, eseguito dalla Guardia di Finanza di Parma, provvedendo nel contempo a disporre la notifica di un avviso di garanzia a tre esponenti del Comune di Parma per il reato di abuso d’ufficio in concorso.
Sono in corso ulteriori indagini al fine di delineare compiutamente il contesto e le singole responsabilità.

LANOTIZIA DALL’AGENZIA DIRE:
IPOTESI ABUSO D'UFFICIO; SEQUESTRATO CANTIERE CENTRO COMMERCIALE 

La vicenda mall-aeroporto di Parma scatena un terremoto giudiziario in Comune. L'assessore all'Urbanistica, Michele Alinovi, e due tecnici dell'amministrazione hanno ricevuto oggi un avviso di garanzia, per le presunte irregolarita' riscontrate nella concessione dei permessi edilizi per la costruzione del grande centro commerciale iniziata a Baganzola, nella zona della Fiera. L'area del cantiere del "Parma Urban District", 300.000 metri quadrati adiacente all'aeroporto "Giuseppe Verdi", e' stata sottoposta a sequestro preventivo dagli uomini della Guardia di finanza, in esecuzione di un provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Parma. Ad Alinovi e ai due dipendenti comunali viene contestato il reato di abuso d'ufficio, per aver in sostanza rilasciato i permessi di costruire per il centro commerciale (realizzato dall'impresa Pizzarotti e previsto operativo nel 2021) sulla base di strumenti urbanistici superati e in violazione di una specifica norma che, "a tutela dell'incolumita' pubblica", vieta l'edificazione nelle aree prossime agli aeroporti. Esattamente cioe' quanto denunciato da Legambiente nell'esposto alla Procura ducale, che ha dato il via alle indagini. "Affrontero' questa tegola personale con grande rispetto nei confronti della magistratura, ma con la tranquillita' di chi ha sempre fatto seriamente il proprio dovere", garantisce su Facebook l'assessore Alinovi.
Secondo la Procura di Parma pero' "e' emerso che il centro commerciale ricade pienamente in un'area che, sulla base di norme sia primarie (Codice della navigazione) che secondarie (regolamento Enac) deve ritenersi sottoposta a vincolo aereoportuale". Pertanto, "proprio per la sua posizione a ridosso dell'aeroporto, al fine di minimizzare possibili rischi per la collettivita' in caso di incidenti aerei, in tale area non sarebbe stato possibile edificare strutture o edifici frequentati da un considerevole numero di fruitori (come scuole o centri commerciali". Nonostante questo "non curandosi di aggiornare il piano di rischio aeroportuale in base all'ultima versione del regolamento che l'Enac aveva emanato fin dal 2011" e "pur in presenza di tali limitazioni edificatorie" tra ottobre 2017 e gennaio 2018 "l'ufficio preposto del Comune di Parma rilasciava permessi di costruzione, in forza dei quali la societa' costruttrice avviava l'attivita' edificatoria", spiegano gli inquirenti. Per queste ragioni, "al fine di impedire che il reato potesse essere portato ad ulteriori conseguenze", la Procura ha richiesto e ottenuto dal Gip l'adozione di un provvedimento di sequestro preventivo del nascente centro commerciale, eseguito dalla Guardia di Finanza, "provvedendo nel contempo a disporre la notifica di un avviso di garanzia a tre esponenti del Comune di Parma per il reato di abuso d'ufficio in concorso". Sono in corso ulteriori indagini, fa sapere ancora la Procura, "al fine di delineare compiutamente il contesto e le singole responsabilita'". (Cai/Dire)

LE REAZIONI DELLA POLITICA:
FABRIZIO PEZZUTO
Sono un convinto garantista e per questo non commenterò l'operato della Procura né la posizione dei tre indagati legati al sequestro del cantiere del centro commerciale Parma Urban District, eseguito questa mattina dalla Guardia di Finanza.
Ciò premesso non posso non rilevare che, per quello che ci è dato di conoscere delle indagini in corso, queste sembrano avvalorare tutte le perplessità politiche sulla procedura di rilascio dei permessi di costruire che a suo tempo avevo rilevato insieme ai colleghi di minoranza di Parma Protagonista e del PD a seguito dell'inchiesta di Legambiente.
In particolare a non convincere noi, ma evidentemente anche la Procura, erano i ritardi e la mancata predisposizione dell'aggiornamento del piano dei rischi a fronte della decisione da parte di questa Amministrazione di dare via libera alla realizzazione finale del Mall in barba a tutte le declaratorie di ambientalismo e aiuto al piccolo commercio.
Adesso, come purtroppo sempre più spesso accade, sarà la Giustizia a stabilire se siano stati commessi reati e chi abbia sbagliato. Per quanto mi riguarda, ogni ulteriore valutazione attenderà gli esiti di questa indagine che ovviamente mi auguro possa giungere a termine nel più breve tempo possibile.

Fabrizio Pezzuto
Parma Unita- Centristi
LEGAMBIENTE:
Sequestro del mall: le “relazioni pericolose” sono venute a galla.
Le ragioni di Legambiente a porre dubbi. Ora la città si interroghi

Siamo onorati che la Procura della Repubblica abbia dato ascolto al nostro esposto del giugno scorso. L’inchiesta della magistratura accoglie in pieno tutti i dubbi che Legambiente aveva avanzato sulla legittimità del mall – mega centro commerciale di Baganzola, rispetto all’assente piano di rischio aeroportuale del “Verdi”. Non a caso le chiamavamo “relazioni pericolose” .

Il sequestro del Mall disposto dalla Procura fa cadere il velo di ipocrisia di cui si ammanta l’azione dell’Amministrazione Comunale in ambito ambientale.

Legambiente ricorda che non saremmo giunti a questo punto se il Comune avesse agito in trasparenza e sospeso in autotutela il cantiere del mall, come chiedemmo dall’inizio della vicenda e come consigliato anche da Enac.

Siamo garantisti, non è nostro costume chiedere dimissioni ma la mancanza di trasparenza e umiltà di questa Amministrazione comunale impone una seria riflessione alla città intera. Sull’aeroporto e il mall si era creata una cappa che ora si è incrinata. Serve un cambio di rotta. Il Comune di Parma si sta esponendo a rischi concreti di richiesta risarcimento danni che graveranno sulla collettività.

Chiediamo cambiamenti radicali nel modo di fare politica, specie sulle grandi opere, e di relazionarsi con i cittadini e le associazioni che si battono per la tutela dei diritti e del territorio. L’azione e le parole di oggi della Procura sono dei macigni per tutta la classe dirigente della città e riteniamo che, in particolare chi la amministra, dovrebbe interrogarsi seriamente sul proprio ruolo, sulla garanzia che può dare ai cittadini stando al proprio posto in questa fase e trarre le dovute conseguenze.

Legambiente si riserva di fare altre valutazioni assieme alle associazioni Wwf, ADA Donne Ambientaliste e Manifattura Urbana, con le quali ha condotto la campagna sulla sicurezza aeroportuale e la tutela dell’ambiente impattata dalla colata di cemento del mall,
e convoca per domani ore 11 una conferenza stampa, presso la propria sede, per ulteriori comunicazioni sulla questione e anche in merito alla procedura di VIA per l’allungamento della pista aeroportuale depositata al Ministero dell’Ambiente.
MOVIMENTO CINQUE STELLE:
INDAGINE PARMA: SPADONI (M5S): “I GRAVI REATI IPOTIZZATI DA PROCURA AVALLANO QUANTO DENUNCIATO NELLA MIA INTERROGAZIONE”

PARMA, 19 OTTOBRE 2018- “L’intervento della Procura di Parma non fa altro che avallare quanto già denunciato nella mia interrogazione lo scorso agosto al Ministro della Infrastrutture Toninelli” dichiara in una nota stampa la vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni a margine del provvedimento odierno di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari di Parma.

“Non solo sequestro preventivo, ma è stato disposto anche una notifica di un avviso di garanzia a tre esponenti del Comune di Parma tra cui l’assessore all’urbanistica della Giunta Pizzarotti. Dal punto di vista politico trovo questo fatto davvero gravissimo” continua la deputata pentastellata.

“Mi chiedo: come mai il Comune di Parma non ha provveduto ad aggiornare il piano di rischio aeroportuale in base all’ultima versione del regolamento che l’E.N.A.C aveva emanato fin dal 2011e ha rilasciato i permessi di costruzione? Perché il Comune ha lasciato tutto scorrere nonostante un’ interrogazione parlamentare e l’esposto presentato all’Autorità giudiziaria da parte di un’associazione ambientalista? Bisognava arrivare all’intervento della Procura? “ incalza la parlamentare del M5S.

“Il Comune di Parma ha dunque rilasciato permessi di costruire violando la norma che tutela l’incolumità pubblica. E’ un fatto davvero grave: chi ne risulterà colpevole, dovrà pagare fino in fondo” incalza la deputata.

“Dal punto di vista politico andrò in fondo a questa storia; di fatto al Ministro Toninelli ho chiesto se sia in possesso di informazioni su quando e con quali atti il Comune abbia adeguato il Piano di Rischio Aeroportuale, adottato nel 2012, all’aggiornamento del Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti. Ho chiesto inoltre al Governo se intenda far luce sull’atto con cui è stato autorizzato l’avvio dei lavori del centro commerciale” conclude Spadoni.

PARMA PROTAGONISTA:
Mancato aggiornamento del Piano di Rischio aeroportuale, possibile interferenza tra l'area di cantiere del Mall con la pista dell'aeroporto, permessi di costruire "rilasciati sulla base di strumenti urbanistici superati, in violazione di una specifica norma posta a tutela dell'incolumità pubblica": le contestazioni della Procura al Comune di Parma ripetono con autorità quanto da mesi sollevato da Legambiente, dall'Ente Nazionale Aviazione Civile, dai nostri gruppi di minoranza in Consiglio comunale con interrogazioni, comunicati, richieste di chiarimenti: davanti a tutto questo Assessore e Sindaco hanno opposto prima un muro di silenzio, poi arroganza e ironia, fino a negare l'evidenza. Ci hanno accusati di essere degli irresponsabili, ignorando ogni richiamo alla realtà e disprezzando platealmente qualsiasi invito alla prudenza. Oggi è una città intera che ancora una volta subisce le conseguenze di questi comportamenti.
L'intervento della magistratura è la sconfitta della politica, della democrazia, dei meccanismi di controllo e di autocorrezione che una buona amministrazione dovrebbe utilizzare con coraggio. Ed è, prima ancora che di un assessore, la sconfitta di un sindaco che ha costruito la sua immagine su continue rivoluzioni annunciate - dall'inceneritore in poi - e sulla narrazione di un mondo ecologista e solidale che nella realtà non esiste.
Quello che ora esiste è un cantiere sequestrato, che forse non avrebbe mai dovuto essere autorizzato, e accuse circostanziate che attendono risposte. E, lì vicino, un aeroporto senza prospettiva di sviluppo, la cui sbandierata pista per i Cargo è stata forse solo l'ultima della ennesime promesse mancate.

Bruno Agnetti, Pier Paolo Eramo, Paolo Scarpa
Parma Protagonista

IL COMUNE DI PARMA SU ENAC E MALL:
DEPOSITATA DALL’ ENAC – (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) AL MINISTERO DELL’AMBIENTE, LA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) PER IL PIANO DI SVILUPPO DELL’AEROPORTO “GIUSEPPE VERDI” DI PARMA AL 2023.

Parma, 19 ottobre 2018. E’ stata presentata al Ministero dell’Ambiente da parte di ENAC l’istanza di V.I.A. per il Piano di Sviluppo Aeroportuale 2018-2023 ai sensi dell’art. 23 del D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii.

Il Progetto, lo Studio di impatto ambientale, comprensivo della Valutazione di incidenza, la Sintesi non tecnica e l’avviso al pubblico sono pubblicati sul sito web all’indirizzo: http://www.va.minambiente.it/ IT/Oggetti/Documentazione/

Codice procedura (ID_VIP/ID_MATTM): 4224 – Responsabile del procedimento: Claudia Pieri – e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Chiunque abbia interesse può inviare al Ministero le proprie osservazioni al progetto presentato anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi.

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