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Tribunale faldoni scritta BELLAUna sentenza, quella del Tar, che da un lato lascia prefigurare scenari futuri, e dall’altro racconta di un ordine, in questo caso quello dei Geometri di Parma, che cerca di proteggere con modalità giudicate illecite propri atti ufficiali, utili ad un proprio iscritto, perdendo alla grande in giudizio. Alla faccia della trasparenza, verrebbe da aggiungere.
Il convitato di pietra della sentenza è Piermaria Tedeschi, che è il presidente del comitato di disciplina che il provvedimento chiama in causa.
Essenzialmente, dal testo redatto dai magistrati si evince questo: Paolo Pagliari, iscritto al medesimo ordine, ha presentato un esposto contro un altro iscritto, e perciò ha chiesto di avere accesso agli atti di “Consiglio Territoriale di Disciplina dei Geometri e Geometri Laureati di Parma in data 21/03/18, e, conseguentemente, per la concessione dell’ordine di esibizione a carico del resistente dei seguenti documenti:
delibera consiliare del 15/03/2018 del Consiglio Territoriale di Disciplina dei Geometri e Geometri Laureati di Parma;
relativo verbale della seduta di Consiglio (se ed in quanto esistente);
presupposto ordine del giorno relativo alla seduta del Consiglio del 15/03/2018 (se ed in quanto esistente);
documentazione relativa all’istruttoria disciplinare posta in essere in esito all’esposto del ricorrente.”
L’ordine ha reagito col diniego, stabilendo unilateralmente gli atti non essere interessanti al proprio iscritto esponente. Il fatto è che l’esponente e l’iscritto poi in causa ci sono andati davvero, e quindi privare il Pagliari di quelle carte equivaleva a minare un suo diritto in ambito dibattimentale.
Così il Tar ha imposto all’ordine di fornire le documentazioni al proprio associato, condannandolo anche al pagamento delle spese processuali, pari a circa 1.000 euro.
Come d’abitudine riportiamo integralmente la sentenza qui sotto.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna
sezione staccata di Parma (Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex artt. 116 e 74 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 102 del 2018, proposto da:
Paolo Pagliari, rappresentato e difeso dagli avvocati Paolo Piva, Stefano Piva ed Antonio Andreoli, domiciliato presso il loro studio in Parma, viale Toschi, 4
contro
Consiglio Territoriale di Disciplina dei Geometri e dei Geometri Laureati di Parma, rappresentato e difeso dall'avvocato Paolo Orefici, domiciliato presso il suo in Parma, Borgo XX Marzo, 7
nei confronti
Tedeschi Piermaria Luigi, non costituito in giudizio
per l'accertamento
dell'illegittimità del diniego all'accesso agli atti comunicato al ricorrente dal Consiglio Territoriale di Disciplina dei Geometri e Geometri Laureati di Parma in data 21/03/18, e, conseguentemente, per la concessione dell’ordine di esibizione a carico del resistente dei seguenti documenti:
delibera consiliare del 15/03/2018 del Consiglio Territoriale di Disciplina dei Geometri e Geometri Laureati di Parma;
relativo verbale della seduta di Consiglio (se ed in quanto esistente);
presupposto ordine del giorno relativo alla seduta del Consiglio del 15/03/2018 (se ed in quanto esistente);
documentazione relativa all’istruttoria disciplinare posta in essere in esito all’esposto del ricorrente.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Consiglio Territoriale di Disciplina dei Geometri e dei Geometri Laureati di Parma;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 giugno 2018 il dott. Roberto Lombardi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Rilevato:
che il ricorrente ha chiesto la condanna del Consiglio territoriale di cui in epigrafe a consentirgli l'accesso ai documenti inerenti l'istruttoria svolta (ivi compreso il relativo percorso motivazionale), con riferimento all'esposto da lui presentato nei confronti di altro iscritto al Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Parma;
che, nel merito, la comunicazione con cui era stato formalmente inibito l'accesso alla documentazione richiesta, avrebbe dovuto considerarsi illegittima, secondo il ricorrente, "posto che, in realtà, almeno la delibera consiliare (richiamata espressamente dal Presidente nella sua comunicazione del 19 marzo 2018) avrebbe dovuto essere messa a disposizione dell’iscritto così da poter valutare compiutamente le ragioni della dichiarazione di irricevibilità dell’esposto";
che il Consiglio convenuto si è costituito, chiedendo il rigetto della domanda avversaria, ed eccependone preliminarmente l'inammissibilità per "inesistenza di atti del procedimento disciplinare" e per carenza di interesse connessa alla mancanza dell'attualità e della immediatezza della posizione soggettiva azionata;
Considerato:
che la causa è stata discussa e trattenuta in decisione ad esito della camera di consiglio del 20 giugno 2018;
che il ricorso deve essere accolto, sulla base dei seguenti motivi, di seguito sinteticamente esposti:
- il provvedimento di irricevibilità, seppure non entra nel merito della fondatezza dell'esposto presentato dal ricorrente, costituisce senz'altro atto di carattere conclusivo e definitivo del procedimento disciplinare azionato, e come tale idoneo ad essere conosciuto, anche nella sua motivazione, da chi ne abbia interesse;
- non è possibile escludere la sussistenza di detto interesse, in capo al ricorrente, posto che si tratta di esposto da lui stesso formalmente presentato, e non rilevando, nel caso di specie, l'appartenenza o meno della situazione giuridica sottostante (da cui è nata la motivazione dell’esposto) ad una sfera giuridica di diretta disponibilità;
- invero, il ricorrente, nella doppia qualità di esponente e di appartenente all’ordine competente a decidere, è uno dei soggetti che ha interesse attuale, concreto e diretto a conoscere l'esito disciplinare delle osservazioni deontologiche formulate contro il proprio collega;
- nel merito, la situazione giuridicamente tutelata e collegata ai documenti ai quali è stato chiesto l'accesso sussiste ed è da considerarsi sufficientemente specifica, anche con riferimento ai singoli documenti richiesti, in rapporto all'attività procedimentale afferente all’iter disciplinare instaurato, conformemente a quanto stabilito dall'art. 22 della L. n. 241/1990;
- tale situazione qualificata è rappresentata dalla pretesa di rispetto dell’obbligo - discendente direttamente dai principi di imparzialità e di buon andamento posti a presidio dell’attività della pubblica amministrazione - che il Collegio convenuto ha, di rendere edotto il richiedente (portatore individuale dell'interesse collettivo di categoria) dell'esito del proprio personale esposto;
- tale esito deve naturalmente ricomprendere, per la propria effettiva comprensione e per le successive, eventuali iniziative giudiziarie - anche di natura penale - che l'esponente vorrà intraprendere, il percorso motivazionale con cui si è deciso di non dare seguito all'esposto stesso;
Ritenuto:
che l’amministrazione resistente deve dunque consentire al ricorrente l’accesso agli atti di cui è stata chiesta l’ostensione, secondo quanto appena accertato, e nei limiti delle informazioni utili all’esponente, entro trenta giorni dalla comunicazione nelle forme di legge della presente sentenza, salvo che attesti espressamente e con atto corredato dalle dovute formalità di natura pubblicistica l’inesistenza di tutti o di alcuno dei documenti richiesti;
che le spese del giudizio seguono la soccombenza, e sono liquidate come da dispositivo;
P.Q.M.
il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna, Sezione di Parma, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie, e, per l’effetto, condanna l’amministrazione convenuta a consentire al ricorrente l’accesso a tutti gli atti richiesti, nei sensi e nei termini di cui in motivazione,
Condanna parte resistente a rifondere le spese processuali sostenute dal ricorrente, che liquida in complessivi € 1.000,00, oltre accessori di legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Parma nella camera di consiglio del giorno 20 giugno 2018 con l'intervento dei magistrati:
Sergio Conti, Presidente
Marco Poppi, Consigliere
Roberto Lombardi, Primo Referendario, Estensore

L'ESTENSORE                                         IL PRESIDENTE

Roberto Lombardi                                     Sergio Conti

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