0
0
0
s2smodern

Usi Ait I maggio 2017 corteoE’ stato tutto ciò che si poteva lecitamente sperare che fosse, il corteo organizzato dall’ Usi-Ait e dalle principali forze della militanza antagonista parmigiana: nessun tirapiedi di questo o quel candidato sindaco, nessun papavero della politica o dell’associazionismo locale, nessun prezzolato funzionario di sindacati sempre più sputtanati, e soprattutto nessun rappresentante di quelle forze di movimento ormai pesantemente compromesse con quel sistema che dicevano di voler combattere. Chi c’è stato lo ha fatto come modo di intendere se stesso nella società, come forma di appartenenza ad un modo di concepire il 1 Maggio. E lo ha fatto gratis.
“Perché noi celebriamo non la Festa dei Lavoratori – dirà Lorenzo Coniglione al microfono LEGGI DELLA REDAZIONE DI UMANITÀ NOVA -, bensì celebriamo quelle lotte feroci e i sacrifici di quei compagni che ruppero per primi le catene della prigionia salariale”. Un 1 maggio non di autocontemplazione, quindi, ma di ricordo della funzione e della necessità delle lotte.
Il 1 Maggio degli anarchici e dei comunisti conflittuali inizia come preannunciato ( LEGGI L’INTERVISTA ALL’ATENEO LIBERTARIO ) in piazzale Salvo D’Acquisto, nel quale i compagni cominciano a confluire lemmi lemmi, accolti dai gazebo dei produttori della Mercatiniera ( LEGGI E VAI A RITROSO NEI LINK ) e da una colazione per palati fini ed eticamente esigenti.

Sinistra Classe e Rivoluzione banchetto I MaggioOltre al banchetto di Sinistra Classe Rivoluzione ( nessuno li ha fatti sgomberare, e d’altronde non eravamo a Casa Cervi ), gli esponenti della Comunità Kurda cittadina, le esponenti delle Donne Libertarie, e volti familiari dell’antagonismo ducale.
L’IMPORTANZA DEL I MAGGIO : “L’importanza del partecipare al I Maggio? E’ nella difesa della dignità dei lavoratori – ci risponde Stefano Caffagnini, universalmente noto come “Caffa”, un compagno come ce ne sono pochi – e delle persone. Nel cercare di riavvolgere un pochettino il filo della storia: si sono avute conquiste nel campo del lavoro di un certo tipo, versando il sudore ed il sangue, e adesso si sta tornando indietro, ed è una spirale che vorremmo in qualche maniera fermare e la presenza qui al I Maggio può essere un inizio”.
GUARDA LA VIDEOINTERVISTA AL CAFFA


Stefano Caffagnini I Maggio“Una regressione sul piano dei diritti, dicevi: quali sono le nostre possibilità, come compagni, di toccare le coscienze dei lavoratori, e del singolo essere umano che il sistema ha marginalizzato e ghettizzato?”.
“Come compagni, attivisti e militanti dobbiamo innanzitutto creare delle possibilità di partecipazione, di incontro. Poi come singoli, come diritto-dovere di ciascuno di noi, nei nostri luoghi di lavoro e di vita, dobbiamo promuovere le relazioni, scambiarci le informazioni, metterci in gioco nel campo della solidarietà. La solidarietà tra lavoratori, tra persone che cercano di portare avanti faticosamente la propria vita in un mondo sempre più bastardo”.

BELLE COME L’ANARCHIA: da un lato cominciano ad organizzare la propria giornata politica le compagne del gruppo Donne Libertarie.

Ateneo Libertario Donne LibertarieBalzate agli onori della cronaca politica circa due mesetti fa, si sono finora distinte per alcune prese di posizione inconsuete e di una rara profondità ( LEGGI LEGGI ).
“ Ci siamo formate il 19 marzo – ci racconta Carlotta -, allorché nel movimento si sono verificate delle rotture e dei momenti di subbuglio: da quelle rotture abbiamo trovato la forza e la grinta necessarie a formare un gruppo che possa trasmettere il pensiero anarchico, soprattutto su temi che a volte possono essere passati con messaggi sbagliati e trasmessi nel modo errato. Noi cerchiamo semplicemente di far vedere alle persone che cos’è l’anarchia, cosa comporta: cerchiamo di ricompattarci un po’ e di far tornare magari alle persone la voglia di riprendere un pensiero politico in modo unito”.
L’intervista alle Donne Libertarie è più lunga e abbraccia più temi, ma vista la “sostanza” dei concetti sarà oggetto di un articolo, comprendente video, ad hoc nei prossimi giorni.
Kurdistan Comunita Parma IMaggioPARMA, PROVINCIA DEL KURDISTAN: il tema abbinato al I Maggio 2017 dell’Usi-Ait è stato quello del Kurdistan, regione martoriata e popolo diviso in 4 nazioni.
Anche in questo caso abbiamo chiesto allo scrittore e poeta kurdo-siriano Hisam Jabil Allawi un’intervista ( LEGGI LEGGI LEGGI ), che abbiamo realizzato direttamente in quella lingua e che pubblicheremo in un articolo specifico domani, visto che la lotta dei kurdi è tra quelle più connotanti in assoluto, sul fronte della politica internazionale, per un compagno.

LEGGI DELL'INTERVISTA AD HISAM ALLAWI
Alla manifestazione ha partecipato una folta delegazione della Comunità Curda, che ha aperto il corteo e che ha avuto modo di perorare la propria causa.

 

Ateneo Libertario corteo pugno chiuso“ Siamo qui – dirà Nelly Bocchi al microfono – per raccontarvi ciò che accade nel kurdistan siriano, in quello turco e negli altri due kurdistan, quello iracheno e quello iraniano: i Kurdi sono il popolo più numeroso sulla terra senza una patria. Divisi in 4 nazioni fin dalla seconda guerra mondiale per interessi che non erano loro, sono da sempre perseguitati ma non si sono mai arresi, e non si arrenderanno mai”. Un racconto crudo e senza troppi fronzoli, quello di Nelly Bocchi: la narrazione sui kurdi che avanza a spot, fortemente condizionata dagli interessi occidentali e da una stampa che viene controllata da interessi economici definiti. Una riprova? Le azioni militari avvenute in queste ore, che hanno sterminato civili e di cui poco o nulla si sa. “Come se quei bambini – dirà al microfono – avessero meno importanza di quelli di Mosul o Aleppo”. Già, il tutto riconduce a chi effettua l’assassinio: se è uno “antipatico” agli interessi occidentali allora sono titoloni in prima pagina, se è uno che fa comodo (tipo il turco Erdogan, tanto per fare un nome) allora di quelle stragi poco si viene a sapere.
“ E’ molto importante – aggiunge a parte, Serkan Xozatli, compagno kurdo molto noto ormai a Parma – far sapere cosa sta accadendo laggiù, degli attacchi continui ai kurdi di Rojava e di altre zone per mano dello stato turco, appoggiato da altri. Per difenderci non bastiamo noi: occorre una reazione internazionale forte, perché noi difendiamo certo il nostro popolo, ma anche gli altri popoli dallo strapotere delle forze in campo in quella regione”. Già, l’Isis, tanto per citarne una.
Ateneo Libertario lapide CieriLUNGO LE VIE DI PARMA: una particolarità da sempre affascinante del corteo dell’Usi-Ait è la curiosità che solleva nei cittadini comuni. Forse perché “ordinatamente disorganizzato”, forse per il potpourri di colori e di genti diverse, fatto sta che sono tanti i passanti che si fermano ad ascoltare quei discorsi così inusitatamente complessi, quelle voci forti e timide ad un tempo. Come da tradizione i discorsi “seri” sono stati fatti all’altezza del parco della Pace, non troppo lontano da quella statua del Partigiano così cara a tutti e, forse, così vicina ai temi trattati.
E’ stata una splendida edizione, quella del 2017: tutti presenti per scelta, a raccontare che l’altra Parma è viva e vegeta, e che tolta la polvere dagli abiti e archiviato qualche ruzzolone, ha ripreso serena il proprio cammino.

GUARDA IL VIDEO

GUARDA IL VIDEO

GUARDA IL VIDEO

GUARDA IL VIDEO

GUARDA IL VIDEO

GUARDA IL VIDEO

GUARDA IL VIDEO

GUARDA IL VIDEO

GUARDA IL VIDEO

GUARDA IL VIDEO

GUARDA IL VIDEO

GUARDA IL VIDEO

GUARDA IL VIDEO

GUARDA IL VIDEO

GUARDA IL VIDEO

Sostieni Rossoparma con una donazione

06 RossoParma banner

07 RossoParma banner

01 RossoParma banner

02 RossoParma banner

03 RossoParma banner

04 RossoParma banner

05 RossoParma banner