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Ateneo Libertario redazione Umanita NovaUmanità Nova, teoricamente parlando, è la testata degli anarchici italiani. Nella pratica, però, è un bene collettivo, che parla alle coscienze o alle intelligenze (a seconda di come uno la vede) di tutti, indistintamente.
Tra le sue “virtù” c'è anche quella di essere profondamente legata alla nostra terra. No, no: non ambiamo a “gazzettizzarci”, parmigianizzando qualsiasi cosa accada al mondo.
Ma a “rifondarlo”, dopo i numerosi tentativi fascisti di cancellarlo dalla faccia della terra, fu (tra gli altri) un certo Antonio Cieri, che non era un omonimo delle Barricate: era proprio lui. Una decina di numeri dalla Francia pubblicati con grandi difficoltà e diffusi in certe zone a rischio della vita, in quell'Europa del 1933 caratterizzata dall'ascesa al ruolo di cancelliere di Adolf Hitler e da un Benito Mussolini già ampiamente stronzo.
Nella nostra epoca, invece, lo sforzo di chi lo redige è orientato in due direzioni: da un lato quella di tenerlo in piedi in anni di neoliberismo compiuto, dall'altro quella di mantenerne interessanti i contenuti a dispetto di registri linguistici via via più superficiali.
“ Umanità Nova – racconta Emilia Arisi, amministratrice del giornale – è una testata che in un secolo di vita è stata bandita, è diventata un giornale clandestino, è stato prodotto anche all'estero, e quindi ha avuto un po' di disavventure, ma che ancora oggi si mantiene con delle caratteristiche definite, che sono l'autonomia, l'autosufficienza, il cercare di essere un luogo per scambiarsi idee, di mantenersi in contatto all'interno di una rete che sia di riflessioni, di pensieri, di progetti. E di raccontare ciò che riusciamo ad intercettare del mondo autogestionario”.


Ateneo Libertario Umanita NovaE' toccato ad Emilia iniziare l'incontro che si è tenuto venerdì all' Ateneo Libertario di via Testi, dibattito che di fatto ha riaperto la stagione degli aperitivi libertari, quella serie di appuntamenti di approfondimento che gli anarchici da tempo propongono con modalità conviviale.
“Come amministratrice – ha aggiunto la compagna parmigiana – posso solo dire che per me è un'esperienza bellissima: solo ad Umanità Nova può succedere qualcosa del genere, perché l'amministratore di un qualsiasi altro giornale è essenzialmente una persona che fa i conti. L'amministratore di Umanità Nova è invece una persona come me, che riceve contatti da ogni dove da persone che desiderano leggere il giornale, diffonderlo, che si avvicinano con curiosità ed entusiasmo e si trovano nelle province più sperdute o all'estero. Magari mi scrivono perché vanno via un mese e vogliono averlo anche quel mese lì. E' un'esperienza molto bella, perché chi si mette in contatto con me è qualcuno all'interno del quale è nata una passione”.
Ad ascoltarla, oltre agli attivisti dell'anarchia made in Parma, anche Lorenzo Coniglione, che della redazione di Umanità Nova è una colonna. Un veterano, considerati i sei anni di “sgobbo” alle spalle.
“ Con i compagni – spiega alla platea descrivendo come sarà il giornale di questa rinnovata redazione – abbiamo deciso di puntare più sull'analisi che sui contenuti di largo respiro della contingenza quotidiana, che invece si è deciso di rimandare al sito web e alla pagina Facebook. Questo ovviamente non è facile, perché alcuni lettori non utilizzano internet e richiedono che certe notizie passino dal cartaceo: avessimo più soldi per fare altre pagine di giornale non ci sarebbe problema”.
Lorenzo ci scherza su, ma spiegando il cambio di passo della testata rispetto ai contenuti, tocca anche il tema dei temi, che è il sostegno economico. Va considerato che esso viene distribuito anche e soprattutto a quei militanti o persone che si trovano in difficoltà economiche (la crisi ha colpito duro, occorre tenerne conto), e che da sempre Umanità Nova viene dato gratuitamente agli esseri umani detenuti nelle carceri italiane: sono elementi che responsabilizzano coloro che, per culo o per capacità, ne sono “usciti vivi”, per così dire, dalla crisi.
Il ventaglio di modalità di abbonamento, sottolinea oltretutto Emilia, si è arricchito dell'opzione via mail, con una versione pdf che è anche piuttosto ecologica.

Azione Proletaria giovani ateneoCosti e modalità? Trovate tutto CLICCANDO QUI'.
Gli interventi di Emilia e Lorenzo, invece, sono tutti contenuti nella DIRETTA FACEBOOK LIVE che abbiamo fatto dell'incontro.
L'aperitivo libertario, nella propria parte conclusiva, ha trattato il tema del registro linguistico nella militanza di quest'epoca social: assodato che un giornale è il “biglietto da visita” dell'area politica che lo esprime, quale punto di intermediazione tra la militanza “alta” dei compagni storici e la necessità di appassionare i ragazzi con un linguaggio adatto alla loro epoca? La domanda, a dirla tutta, tormenta un po' tutti, Rosso Parma incluso: da un lato il bisogno (qualche volta leggermente vanesio) di essere considerati “degni” dai compagni storici, dall'altro quello di diventare familiari alle masse popolari, quelle di oggi non sempre native con lingua italiana.
“ Preferiamo rimanere alti, nel cartaceo – riflette Lorenzo su questo punto -, riservando ai social un registro linguistico più fresco “.
Una posizione e una conseguente linea editoriale che ha una sua ratio di fondo, e che riconsegna Umanità Nova al novero delle letture essenziali nell'approfondimento politico. Sostenerlo, va da sé, diventa quasi un obbligo morale: una narrazione politica esclusivamente ad appannaggio di giornali “alla Rosso Parma” ha in sé qualcosa di tragico e surreale. L'Umanità Nova si costruisce anche compiendo scelte etiche nei consumi: mano al portafogli, compagni!

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